
17/03/26
La SEO sta davvero tramontando? L’impatto di AI Overview sul traffico organico
La SEO sta davvero tramontando? L’impatto di AI Overview sul traffico organico
C’è stato un tempo in cui “essere primi su Google” significava vincere una competizione in cui si gareggiava attraverso keywords, meta tag e backlink. Oggi lo scenario è cambiato perché Google non funziona più esclusivamente come un motore di ricerca, ma come un motore di risposte sintetiche che vengono mostrate direttamente nella parte superiore della pagina dei risultati.
Fare SEO in senso tradizionale non è più sufficiente, oggi la vera sfida è farsi riconoscere dall’algoritmo come fonte autorevole e leggibile. Con l’arrivo di AI Overview, infatti, i contenuti devono essere interpretabili dall’intelligenza artificiale per poter rientrare tra le fonti prioritarie.
Cos’è AI Overview?
Introdotto nel 2024 e implementato nel 2025, AI Overview è la nuova funzionalità di Google Search basata sull’intelligenza artificiale (come Gemini 2.5) che fornisce una sintesi immediata direttamente nei risultati di ricerca. Se un tempo l’utente doveva cliccare sul sito per ottenere una risposta pertinente, adesso il tempo necessario a riceverla si è decisamente ridotto. AI Overview risponde, infatti, alle esigenze informative degli utenti, spesso anticipando le loro domande successive.
L’intelligenza artificiale, dunque, legge per noi, confronta fonti diversificate, seleziona contenuti che ritiene pertinenti, li aggrega e presenta una risposta diretta, spesso esaustiva, nella parte alta della SERP. L’utente, a questo punto, si limita solo a leggere e comprendere la risposta fornita, senza approfondire l’argomento.
Le conseguenze? Secondo un’analisi di Forrester Research (https://www.forrester.com/blogs/4-ways-to-mitigate-the-impact-of-falling-traffic-on-retail-websites/?ref_search=3520107_1748992845254), il traffico organico nei settori toccati da AI Overview è calato tra il -15% e il -50%. L’utente ormai si accontenta della risposta prima ancora di visitare un sito che, pur essendo alla base del processo, scompare dal campo visivo.
Chi produce contenuti, per chi li produce?
La voce dell’AI si sovrappone a quella dell’autore, restituendo un sapere impersonale. Tradizionalmente, chi scriveva in ottica SEO per posizionarsi tra i primi risultati organici si concentrava soprattutto sull’ottimizzazione dei contenuti, attraverso keywords strategiche, meta tag e struttura corretta dei contenuti. Ad oggi, per emergere ed essere letti dall’AI, bisogna produrre contenuti che rispondano direttamente alle domande degli utenti, usando frasi brevi e chiare.
Ma come si ottimizza un contenuto per AI Overview?
Il contenuto deve essere facilmente comprensibile per l’algoritmo, ma al tempo stesso pertinente per l’utente finale. Se stai scrivendo un articolo per il tuo blog, ti consigliamo di seguire questi punti:
- Crea testi che rispondano direttamente alle ipotetiche richieste degli utenti.
- Prediligi frasi brevi e dirette, eliminando giri di parole o tecnicismi.
- Cita fonti affidabili e aggiornate, senza dimenticare di includere riferimenti bibliografici.
- Ottimizza i contenuti attraverso sezioni tematiche (titoli, sottotitoli, paragrafi brevi e chiari).
- Usa dati strutturati – inserisci markup come schema.org o JSON-LD per descrivere meglio il contenuto della pagina (es. recensioni, FAQ, eventi).
Le query non sono tutte uguali
La comparsa di AI non ha impattato tutte le categorie allo stesso modo. Il problema principale si registra per le query informative (definizioni, nozioni, domande di cultura), poiché gli utenti sono maggiormente inclini a fermarsi alla sintesi fornita dall’AI senza documentarsi ulteriormente. Quando, invece, si tratta di specializzazioni tecniche e analisi dettagliate, le persone sono più inclini a proseguire nella ricerca, valutando più fonti.
Inoltre, AI Overview non si attiva sempre, ma segue tre principi:
- Il grado di complessità della query – domande semplici come “miglior meccanico in zona” o “costo nike dunk low”, non hanno bisogno di risposte generate dalle sintesi AI.
- Attendibilità della fonte – AI Overview si attiva solo se dispone di dati provenienti da fonti attendibili
- Grado di sensibilità della query – il sistema potrebbe non attivarsi quando si tratta di temi delicati o YMYL (your money or your life), cioè informazioni che possono influenzare la salute, la stabilità finanziaria, la sicurezza personale o il benessere collettivo.
Una sfida per l’informazione
Negli USA, grandi testate giornalistiche come Forbes, Daily Mail o NBC hanno registrato una diminuzione del traffico online [https://searchengineland.com/news-site-traffic-shrinking-google-ai-blame-461000]. Secondo uno studio condotto da @Ipsos su 900 partecipanti, quando compare AI Overview, solo l’8% delle ricerche genera un clic su un sito esterno. Gli utenti che vedono una risposta AI generated sono più propensi a interrompere la sessione di navigazione, senza approfondire la loro ricerca.
Tuttavia, Google nega che AI Overview sia la causa principale di tali perdite, sottolineando che continua a generare traffico verso i siti e che le nuove funzionalità potrebbero aprire nuove opportunità di visibilità. L’industria editoriale, dal canto suo, esprime forte preoccupazione per l’aumento della dipendenza dalle risposte generate dall’intelligenza artificiale, a scapito del giornalismo di qualità. C’è poi anche un rischio culturale legato al pensiero critico. I testi generati dall’AI non sempre garantiscono la veridicità dei contenuti, ma possono contenere errori o informazioni inventate. Tali sistemi producono testi basandosi su pattern statistici appresi dai dati su cui sono stati addestrati. Da qui, come affermava Kant, l’importanza della ragion critica, ossia l’unico strumento della conoscenza dell’uomo che permette di distinguere tra verità e affermazioni senza fondamento. L’uomo deve avere la capacità di valutare, confrontare e analizzare ciò che gli viene proposto.
Questa semplicità nel trovare risposta alle proprie richieste può ridurre l’attivazione dei processi cognitivi come l’analisi e la rielaborazione dei contenuti? Se l’intelligenza artificiale fornisce risposte immediate e lineari, senza favorire il confronto, la riflessione tende a diminuire. Al contrario, quando la conversazione assume un carattere più dialogico, interattivo e aperto, il pensiero critico viene stimolato nuovamente.
La SEO è ufficialmente soppiantata da AI Overview?
AI Overview non è la fine della SEO ma, piuttosto, la fine di un certo modo di pensare la SEO. Oggi il valore si misura attraverso l’autorevolezza e l’affidabilità. Chi riuscirà a guadagnarsi la fiducia degli algoritmi e delle persone sarà la nuova voce capace di emergere nel rumore digitale.
